Kinnegar Brewery

  • domenica 22 ottobre 2017
  • By admin

Chi meglio del birraio in persona può illustrare non solo il birrificio e le birre che vi vengono prodotte, ma anche la filosofia di lavoro che vi sta dietro? Per questo abbiamo raggiunto (telefonicamente, vabbè...si fa quel che si può) Rick LeVert, cofondatore insieme a Libby Carton di Kinnegar Brewery nonché proprietario e mastro birraio, per rivogergli alcune domande.

Rick, partiamo dal principio: quando e come è iniziata l'avventura di Kinnegar?
Abbiamo iniziato nel 2011, con un piccolo impianto pilota in cui facevamo ricerca e sviluppo. Solo nel 2013, dopo due anni di lavoro preparatorio, siamo partiti con la produzione; e da inizio 2017 ci siamo trasferiti in una nuova struttura, in vista dell'aumento della capacità produttiva: abbiamo chiuso il 2016 con 4 mila ettolitri, e per il 2017 contiamo di arrivare tra i 5 e i 6 mila.

Qual è la vostra "filosofia birraria"?
Mi piace dire che tutto è iniziato per curiosità, tanto è vero che i miei trascorsi professionali non sono nel settore birrario: ho fatto un po' di tutto nella vita, forse proprio in virtù di questa naturale curiosità. Poi è arrivata anche la formazione in campo brassicolo, sia negli Stati Uniti che alla VLB di Berlino: e proprio in Germania e poi in Irlanda, essendo io nato e cresciuto negli Usa, mi sono confrontato con le diverse influenze culturali nel settore birrario. E questo è stato determinante nel formare la maniera in cui pensiamo alla birra: non un qualcosa di statico, ma giocoso, un incontro di diverse tradizioni, stili e tecniche. Siamo l'unico birrificio che tra le produzioni fisse tiene la birra alla segale, abbiamo una porter al cocco, lavoriamo con i prodotturi locali per le birre alla frutta - in particolare uvaspina e rabarbaro: ecco, credo che questo spieghi cosa intendo per "approccio giocoso" alla produzione.

INERVISTA COMPLETA SUL BLOG DELLA PAGINA FACEBOOK DI MASTRI BIRRAI ON THE ROAD 2017 II EDIZIONE.